L’opinione di: Massimo Ronconi

Lunedì, 25 Luglio 2011

Pare ormai consolidata, spesso ben accettata, la nuova tendenza del Futsal Italiano che vede comporsi i propri campionati nazionali non più a Maggio e Giugno, come coerenza sportiva vorrebbe, bensì nei “caldi” mesi di Luglio ed Agosto. Ad alcuni questa prassi piace: segno di un Futsal che spinge per uscire dall’anonimato; che si adopera verso una naturale selezione tra le società più e meno attrezzare, in previsione del tanto auspicato “Professionismo”. Ad altri, questa consuetudine non piace affatto. C’è, poi, chi parla di campionati falsati e chi, invece, sposa la causa del “tutto fa brodo”. Se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, non spetta a noi dirlo. Lasciamo quest’incombenza a chi ne sa molto più di noi. Un nome, mica tanto a caso, è Massimo Ronconi

In principio era il calcetto.
Da sempre, essendo considerati uno "sport minore", abbiamo dovuto divincolarci tra fusioni, ripescaggi e fallimenti societari. Eppure siamo sopravvissuti! E questo è un elemento fondamentale per il nostro sport. Da sempre le squadre che hanno maggior potenziale dal punto di vista economico, partono con i favori del pronostico. Ma qualche volta le idee hanno il sopravvento sui soldi e, come nel caso del Montesilvano, questo ci fa ben sperare per il futuro del Calcio a 5.

Futsal o calcetto, la musica è cambiata davvero?
Non sono d'accordo con chi crede che stiamo andando verso una strada di non ritorno. Il momento difficile che stiamo attraversando fa parte della crisi internazionale che ha travolto anche i piccoli sport. Anche se come numero di praticanti in Italia siamo sicuramente “a podio”. A chi crede che il Futsal Spagnolo sia il traino, dico che evidentemente non conosce bene le problematiche che sta attraversando il paese iberico: forse persino maggiori delle nostre. Prova ne è che molti giocatori che avevano "saltato la barricata" stanno facendo ritorno a casa. Il problema più grande è che abbiamo creato un gap negli anni scorsi, con il quale dobbiamo fare i conti oggi! Mi riferisco ai troppi oriundi e alla poca attenzione verso la crescita del settore giovanile. In questo, invece, dobbiamo seguire l'esempio degli spagnoli che fanno la differenza proprio con la cultura del settore giovanile.

La cura Ronconi.
Sono completamente contrario all'Under 21 perché a mio avviso un giocatore di 21 anni, se ha seguito un percorso idoneo, può essere inserito in prima squadra direttamente! Mentre dovremmo potenziare le scuole calcio e le categorie giovanili. Il problema più grande è che non ci sono istruttori professionali per i giovani che vogliono avvicinarsi al nostro sport: le poche risorse a disposizione fanno si che le scuole calcio e le giovanili siano affidate ad "amici" dei presidenti. Ed ecco che viene pregiudicata la crescita del ragazzo nel momento più importante, con la conseguenza che il salto nella prima squadra diventa troppo grande. Il percorso che ha intrapreso la Federazione ora, con l'avvento di Menichelli credo che possa dare dei frutti tra qualche anno e, dovrebbe essere seguito anche dalle società, sopratutto se non vogliono fare come tante in questi ultimi anni: solo "sporadiche apparizioni", per poi sparire nell'anonimato…

Carlo De Sandoli
Responsabile Comunicazione
FutsalMania

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