Focus, Maffei: «Longo? si è dimesso con un sms»

Giovedì, 1 Novembre 2012

Il presidente della Focus Foggia, Vincenzo Maffei, commenta così la fine del connubio con il giovane tecnico: «Abbiamo semplicemente accettato la sua volontà. E adesso con Cataneo vogliamo rilanciarci».

Le tre sconfitte consecutive della Focus Foggia rimediate con Virtus Roma, Montesilvano e Az Gold Women Chieti, non potevano che portare a uno scossone in casa rossonera. E quello scossone è arrivato: le dimissioni del tecnico Fabio Longo. Le modalità dell’addio di Longo alla panchina rossonera, però, sono arrivate in un modo poco convenzionale. A confermarlo è il presidente della Focus, Vincenzo Maffei, che commenta così le ultime ore calde nel sodalizio pugliese.

Presidente, cosa è successo?

«E’ successo che dopo la terza sconfitta consecutiva rimediata con il Chieti, abbiamo ricevuto un sms di Fabio Longo che annunciava le sue dimissioni. E noi le abbiamo accettate».

Ma secondo lei qual è stato il problema della Focus nel trittico fatale?

«Le sconfitte ci potevano anche essere, però il modo in cui si è perso, con risultati molto negativi, ci ha fatto iniziare a riflettere. C’era un problema di approccio alle partite. Ormai anche noi abbiamo un anno di esperienza, quindi non penso sia stato quello il problema. Io accetto le sconfitte, ma perdere 7-1 e 5-1. E’ evidente che c’era qualcosa che non andava».

Ufficializzato mister Domenico Cataneo. Le vostre ambizioni si rilanciano?

«Ci aspettiamo di risalire, già da domenica, la classifica. Questa posizione di classifica non ci appartiene, non rispecchia i valori della Focus Foggia. Per le ambizioni ne riparliamo dopo qualche scontro diretto tra le pretendenti alla pole position. Ci risentiamo alla fine del girone d’andata, anche perché stiamo aspettando dicembre per rinforzare la squadra».

Qualche nome papabile?

«Al momento no».

Domenica c’è l’Ardea. Che gara vi aspettate?

«Ci aspettiamo una gara improntata sulla voglia di riscatto da parte della squadra, sia nel punteggio che soprattutto nella mentalità della squadra».

Gisberto Muraglia

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