Crisi Pro Reggina. La delusione di Presto: «Abbandonate da società e istituzioni»

Sabato, 27 Ottobre 2012

Parole pesanti della numero dieci amaranto, a due giorni dalla trasferta di Giovinazzo: «Sono stanca di giocare per una città che ignora una realtà sportiva come la nostra». Sul futuro: «A dicembre pronte a chiedere lo svincolo, le richieste ci sono». E sul prossimo impegno in Puglia: «Ci andremo solo se la società ci offrirà garanzie».

Tutto inizia nel week-end che portava la Pro Reggina ad affrontare il Cus Potenza. Come il più classico fulmine a ciel sereno, un comunicato stampa delle reggine irrompe con prepotenza nel panorama del futsal italiano. E le parole non lasciano spazio ad alcuna interpretazione: le campionesse d’Italia in carica rischiano seriamente di ritirarsi dal campionato, a causa di una grave crisi economica in seno alla società calabrese. In buona sostanza, capitan Siclari e compagne non hanno mai visto il becco d’un quattrino, neanche dopo essersi issate sul tetto d’Italia del futsal in gonnella tricolore. E in effetti, coloro che hanno portato, sportivamente parlando, per la prima volta, Reggio Calabria sul tetto d’Italia, lo meriterebbero. Ma le ragazze con lo scudetto petto, attualmente prime in classifica con nove punti in tre gare, amano la maglia e lo dimostrano scendendo in campo col Cus Potenza, travolto per 10-1.

TUTTO INUTILE? Sforzo quasi “inutile”, perché il giorno dopo Antonella Cappellaccio, presidentessa del sodalizio reggino, rassegna le dimissioni, acuendo una crisi che sa di beffa e atroce delusione per il movimento intero. Cause della crisi? Tutto ha inizio con lo scioglimento del Comune di Reggio, sciolto “per mafia” dal Viminale. Il collegamento è presto fatto: l’amministrazione comunale è, quindi, impossibilitato ad onorare l’impegno di versare alla Pro Reggina le somme necessarie per affrontare le importanti spese gestionali che comporta una serie A, rimborsi alle ragazze compresi. A tutto questo si aggiunge l’imbarazzante silenzio di Regione e Provincia. Sullo spinoso argomento interviene Pamela Presto, figura storica delle amaranto, nonché una delle calcettiste più forti d’Italia. Tocca alla carismatica numero dieci reggina fare il punto della situazione, a due giorni dalla trasferta di Giovinazzo, quella che dovrebbe essere la prossima tappa di campionato della squadra campione d’Italia e detentrice della Supercoppa Italiana. Dalle sue parole evince tutta la delusione di una squadra ritrovatasi, suo malgrado, al centro del “caso Reggio”, diventato emblema dell’emergenza politica e sociale. E questo proprio non si poteva prevedere.

Pamela, situazione abbastanza inusuale: campionesse d'Italia a rischio. Com'è la situazione adesso?

«La situazione fino ad oggi sembra essere la stessa. Non è cambiato nulla e onestamente penso che un minimo di riconoscimento, da parte di società e istituzioni, sia il minimo che ci potessimo aspettare. Domenica anche il presidente ha rassegnato le sue irrevocabili dimissioni, quindi lascio immaginare il momento difficile che squadra e società sta affrontando».

Quante mensilità aspettate?

«Fino ad oggi nessuna giocatrice della Pro Reggina ha percepito alcuno spicciolo. Mai avuta nemmeno una "ricompensa" per la vittoria di Scudetto e Supercoppa».

Domenica avete onorato ancora una volta la maglia, vincendo sonoramente contro il Potenza. Sono arrivati segnali dalla società?

«Abbiamo giocato per dimostrare ancora una volta, se ce ne fosse ancora bisogno, il nostro attaccamento alla maglia e alla città che rappresentiamo, senza dimenticare tutti quei tifosi che ci seguono e ci sostengono anche in trasferta per gioire assieme a noi. Come detto prima, la situazione è in stallo, ancora non abbiamo ricevuto alcuna nota confortante da parte di società e istituzioni».

Come state vivendo questa situazione?

«Noi ragazze abbiamo il quadro della situazione molto chiaro, ma siamo serene e andiamo avanti per la nostra strada. A dicembre ci sarà la finestra dedicata agli svincoli e se la situazione non cambierà siamo costrette a chiedere di essere svincolate, perché personalmente sono stanca di dover giocare per una città che non porta interesse per una squadra che ha portato il nome di Reggio Calabria sul tetto d'Italia per la prima volta nella sua storia sportiva. Le richieste da parte di altre squadre non mancano, se io sono rimasta a Reggio è per amore della maglia e per i nostri tifosi».

Domenica trasferta in Puglia, a Giovinazzo. Ci andrete?

«Ci andremo qualora la società ci darà delle garanzie certe».

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