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Il Futsal a 360° - N° 10

Vita da Capitano
Nel Futsal, più che nel Calcio, il Capitano ha un’importanza enorme: è l’anello di congiunzione tra società e squadra. E’ l’anima della sua squadra! Ma, quali caratteristiche bisogna possedere per ricevere quella fascia? Quante responsabilità si assumono in quel momento? In momenti critici, come agisce il Capitano?
Viaggio a 360° alla scoperta di una delle più belle realtà del Futsal Italiano: il Mondo dei Capitani. Tra campo e fuori; tra responsabilità e aspettative. Cosa si cela dietro la Vita di un Capitano? Quanto peso assume quella fascia? Lo abbiamo chiesto a Giovani Pedotti (Bisceglie c5), Francesco Vaccariello (Fuente Foggia), Luigi Guglielmi (Aiace Conversano), Domenico Lodispoto (Salinis Margherita) e Mina D’Ippolito (Real Statte)…
GIOVANI PEDOTTI
Bisceglie c5
Curriculum
Ho cominciato a giocare al Futsal a 5 anni, nella mia città: Sananduva (Brasile). Molto più tardi ho avuto anche un'esperienza nel Calcio, ma niente di che. La verità è che mi piacciono tutte e due le discipline. In Brasile, quando sono in ferie, gioco sempre a Calcio. Per me il Calcio in generale è una grande passione. Però il Futsal è uno sport che riesce a darti molte più emozioni: per questo lo preferisco!
Vita da Capitano
Sono diventato Capitano nella stagione 2010/2011. Devo dire che la sensazione per me è uguale. Penso che il Capitano oggi sia solo un punto di riferimento, perché ogni squadra ha nel proprio spogliatoio i suoi "capitani". D'altronde sono sincero: per me è una grandissima soddisfazione oggi essere il Capitano del Bisceglie Calcioa5!
Piaceri e Doveri
Non credo che al Capitano spetti il compito di fare riunioni con la società. Io personalmente preferisco sempre condividere tutti gli aggiornamenti con il vice e il resto della squadra. Penso che il dovere principale del Capitano sia quello di essere sempre un vero professionista, sia dentro che fuori dal campo. Si, esistono delle aspettative nei miei confronti. Ma sempre come giocatore, e non come capitano. E penso di riuscire a soddisfarle tutte, impegnandomi al massimo. Per la gioia dei miei tifosi e della squadra.
Momenti critici
Io in questo piccolo periodo da Capitano non ho affrontato momenti critici particolari. Nel Bisceglie vedo tanti giocatori che vogliono fare bene e nessuno ha comportamenti da "riprendere". Poi penso che le decisioni della società e del mister vadanno sempre rispettate! Si, posso affermarlo tranquillamente: fino ad oggi non ho avuto alcun tipo di problema. E meno male! (risata, ndr)
Gioie e Dolori
Gioia da Calcettista: vincere il mio primo titolo regionale a 15 anni con la maglia dell'AGS (Sanaduva).
Dispiacere da Calcettista: restare fermo per infortunio per un periodo di 7 mesi. Interminabile. E' stato molto brutto
Da Capitano: Uhm, da Capitano in questo breve periodo ho avuto tante soddisfazioni. Il terzo posto è un risultato eccezionale. Ma la gioia più grande è stata quella di aver raggiunto le Final Eight di Coppa Italia come testa di serie! Il dolore? La sconfitta nel derby con il Putignano!
Rimpianti
Io, almeno fino ad oggi, non ho nessun rimpianto per le scelte fatte! Nella mia carriera di calciatore spesso ho preferito rinunciare a "più soldi" pur di poter crescere come giocatore. Un momento molto delicato l'ho vissuto quando ero a Palermo, nel 2003. Trovai una società poco seria che addirittura non pagava e prendeva in giro noi calcettisti. Scappai in Brasile ripromettendomi di non tornare più in Italia. Dopo 3 anni fui contattato dal Bisceglie, che era già in Serie A. Mi fecero una buona offerta, ma soprattutto sentii di potermi fidare. Infatti, poi, ho trovato una società molto seria e tanto appassionata di Futsal.
Futsal: Passato, Presente e Futuro
Il Calcioa5 in questi anni si è evoluto tantissimo. Sono cambiate tante regole, per fare in modo che il pubblico si divertisse di più. La regola del portiere di movimento, ad esempio, è una di quelle innovazioni che riesce a dare più emozioni a questa disciplina: il risultato di una partita così, può cambiare in 30 secondi, o anche meno! Il problema più grave di oggi del Futsal è quello di non essere ancora uno Sport Olimpico. Se un giorno avremo questa fortuna vedremo come le cose cambieranno in meglio. Perché a quel punto diventerà più professionale, ci saranno più sponsor. E il nostro Futsal sarà seguito come la Pallavolo, il Basket, etc...
Vita da Mister?
Ancora non so cosa farò in futuro. Ma sicuramente mi piacerebbe tanto poter lavorare con i bambini. Un'esperienza simile l'ho già avuta in Brasile e posso dirvi che è una soddisfazione immensa vedere un bambino di 5-6 anni trasformarsi in campione nel Futsal, e nella vita in generale!
Consigli Utili
Io ho dovuto mettere da parte tante cose per il Calcioa5: feste, viaggi di scuola, cene con gli amici, e tanto altro ancora. Perché l'ho fatto? Per passione! Ma anche perché sapevo che un giorno sarei stato ripagato da questi sacrifici. Sapevo che grazie a questi avrei potuto fare quello che mi piaceva guadagnando anche soldi. Oggi, infatti, il Futsal è diventato il mio lavoro! E nonostante questo riesco sempre a divertirmi tanto! In tutto ciò ovviamente deve sempre esserci senso di responsabilità e voglia di fare bene. Quindi il consiglio per chi vuole essere calciatore è di avere una vita sana e fare tanti sacrifici!
I 5 avversari più temuti
Purtroppo ne sono tanti. Non sono in grado di risponderti...
Best5
1) BAGE'
2) DANILO
3) MANOEL TOBIAS
4) FININHO
5) CHOCO
All) PEDOTTI
Sicuramente molti di questi calcettisti non li conoscete! Era la formazione titolare della Nazionale Brasiliana che, più o meno 10 anni fa, non vedeva avversari. Vinceva tutto e contro tutti.
FRANCESCO VACCARIELLO
Fuente Foggia
Curriculum
Ovviamente la mia vita calcistica è cominciata nel Calcio, anche perchè prima il Calcio a 5 era quasi sconosciuto. In seguito sono stato affascinato da questa disciplina, soprattutto grazie alla sua spettacolarità, alla velocità di esecuzione e anche perchè mette in risalto le tue qualità tecniche. Almeno, "nella maggior parte dei casi"!. Si può migliorare? Secondo me si, creando scuole di Calcio a 5 gestite da gente competente della disciplina...
Vita da Capitano
Modestamete in tutte le squadre in cui ho giocato, anche se non portavo la fascia da capitano, ero visto sempre come il leader. Addossandomi di conseguenza le responsabilità che codesta figura comporta. Per me essere capitano significa essere il punto di riferimento della squadra. Non il più bravo calcisticamente, ma il più carismatico caratterialmente.
Piaceri e Doveri
Tra i "piaceri" del Capitano figurano le riunioni con la società? No, non è così! Riunioni e programmazioni spettano al mister e alla società. Al capitano fa piacere essere sempre nominato negli articoli giornalistici, stare al centro dell'attenzione nello spogliatoio. E, a proposito di questo argomento, ci metto il dovere principale che è quello, assieme al mister, di tenere sempre unita la squadra, e di placare in qualsiasi momento ogni tipo di "subbuglio". Bisognerebbe chiedere alla squadra se riesco a tenere il gruppo unito.
Momenti critici
Può capitare che durante l'anno calcistico ci siano anche dei momenti negativi. E' normale. Il capitano deve capire se questo momento è dovuto ad un calo di squadra o dei singoli giocatori, e valutare parlando con i diretti interessati. A mio avviso solo parlando, anche duramente, si possono risolvere delle situazioni complicate. Anche nei confronti di mister e società.
Gioie e Dolori
La mia vita nel Calcio a 5 si è concretizzata, grazie a Dio, con tante gioie e quasi nessun dispiacere. In qualsiasi squadra in cui ho giocato ho quasi sempre raggiunto l'obiettivo. Quelli principali sono la vittoria del campionato di serie B col Bisceglie e, sempre con la stessa, la Coppa Italia. Da capitano: la promozione in Serie B l'anno scorso con la Fuente. I successi li sento tutti miei, perchè ho sempre fatto il "protagonista".
Rimpianti
Il mio rimpianto è stato quello di aver lasciato il Bisceglie in Serie A. Purtroppo quando il lavoro ti chiama devi prendere delle decisioni non dipese dal tuo volere. Tutto il resto lo rifarei, perchè come calciatore mi sento realizzato.
Futsal: Passato, Presente e Futuro
Il Calcio a cinque ha fatto passi da gigante negli ultimi 20 anni. Miglioramenti dovuti ai tanti stranieri venuti in italia, i quali hanno portato innovazioni tattiche. Ma allo stesso tempo hanno frenato la crescita degli italiani. Oggi, sinceramente, ci sono degli stranieri non all'altezza della situazione. Quindi in futuro vorrei vedere nei campi più italiani e pochi stranieri, anche perchè la nostra mentalità sta cambiando in meglio. La mia teoria è stata ed è quella di far giocare in Italia stranieri che veramente fanno la differenza. In quel caso si, possono apportare dei miglioramenti tecnici.
Vita da Mister?
Certamente! La teoria del Capitano che diventa Mister vale anche per me. Il patentino da allenatore, d'altronde, già ce l'ho!
Consigli Utili
Il mio consiglio principale non è quello di indirizzare un ragazzo ad una disciplina sportiva, ma allo Sport in generale! Perchè lo sport aiuta sia a stare bene fisicamente che socialmente, aiutandolo a convivere con gli altri. Successivamente la scelta della disciplina sportiva spetta unicamente al ragazzo. In base, ovviamente, alle sue caratteristiche.
I 5 avversari più temuti
In ordine:
1) DIEGO
2) TIAGO GOLDONI
3) ARELLANO
4) OSVALDO
5) RISPOLI
Best5
1) LOPOPOLO
2) DECILLIS
3) ALEX
4) NANNI
5) DIEGO
LUIGI GUGLIELMI
Aiace Conversano
Curriculum
La mia avventura nel Calcio è cominciata sin da quando ho iniziato a muovere i primi passi e mi hanno messo un pallone fra i piedi. Ricordo che già all’età di cinque anni dormivo col pallone a fianco. Inoltre abitavo proprio di fronte al Campo Sportivo così mia madre, ancora inconsapevole del fatto che il calcio mi avrebbe tolto tempo utile allo studio, mi iscrisse subito alla scuola calcio della ormai ex Vigor Conversano, gestita da Tuccino Battista e Giovanni Polignano. Li ho cominciato a capire che avevo i piedi “buoni” per giocare a pallone. Ho fatto tutta la trafila delle giovanili: dai pulcini agli allievi, avendo la fortuna di giocare con ragazzi in gamba. Ricordo che non perdevamo quasi mai, e sicuramente anche quello ha contribuito a farmi appassionare ancora di più a questo sport.
Per quanto riguarda il passaggio al Calcio a 5 devo dire che non è stato affatto complicato, in quanto Conversano ha una grande tradizione calcettistica con un torneo che si svolge ogni anno nel periodo estivo, sin dai primi anni 80. Questo mi ha dato la fortuna di veder crescere questo sport sin dagli arbori. Ricordo che quando disputai l’ultimo campionato di calcio allievi, a Conversano non c’era la cosiddetta Prima Squadra, così fui costretto ad emigrare. Prima a Castellana per quattro anni militando sia nella Juniores che nel Campionato di Eccellenza, e poi l’ultimo anno a Turi in Prima Categoria, tra l’atro vincendo il campionato. Ormai ventunenne, nell’estate del 1998 l’attuale presidente degli Azzurri Conversano Mino Degirolamo mi chiamò per formare una squadra di Calcio a 5 e disputare l’allora Campionato di serie C. Vsta la voglia di giocare davanti al sempre folto pubblico conversanese non esitai a chiamare i miei compagni per disputare il mio primo campionato. Già quell’hanno fui chiamato dal Maestro Angelo Carone prima per disputare il Torneo delle Regioni e poi, credendo nelle mie potenzialità, mi richiamò in estate per darmi la possibilità di disputare il mio primo Campionato Nazionale di Serie B col Rutigliano. L’anno dopo fui contattato da un altro grande del calcio a 5, ossia Nino Crapulli che mi diede la possibilità di far parte di una delle più belle società di Calcio a 5, lo Iula Matera. Ricordo che lì ebbi una forte crescita sia a livello calcettistico che a livello umano. L’anno dopo vista la distanza proibitiva, a malincuore rifiutai di restare a Matera e accettai la chiamata dell’Us Polignano dove c’era un giovane mister Chiaffarato. L’anno successivo ancora gli Azzurri Conversano dopo due anni in terza categoria, ci riprovarono col calcio a 5 e mi contattarono per tornare. Disputammo un grande Campionato, conclusosi con la Promozione in Serie B!
Per quanto riguarda la differenza col Calcio non ci vuole tanto per capire che sono due sport sostanzialmente diversi in quanto i tempi di reazione e gli spazi sono totalmente differenti. È chiaro che per me è meglio del calcio semplicemente perché mi piace il gioco veloce, senza tempi morti e sempre con l’adrenalina a mille. Se giocato bene è davvero un gioco molto divertente che predilige soprattutto chi ha piedi buoni, intelligenza tattica, velocità di pensiero e fiato da vendere.
Vita da Capitano
Con la prima avventura nel Campionato Nazionale della mia città cominciò anche la mia avventura da Capitano che è durata ben quattro anni. Non nascondo che per me è stata una grande gioia, che mi ha vestito di grandi responsabilità. Ero il capitano della squadra della mia Città: una soddisfazione doppia che mi ha dato quella carica in più per fare sempre meglio e cercare di sbagliare il meno possibile, sia dentro che fuori dal campo. Essere capitano per me significa essere di esempio per tutti i tuoi compagni, specialmente per i più piccoli! Come? Dimostrando di essere prima di tutto una persona matura che sa comportarsi sempre nel modo giusto specialmente nei momenti difficili che nella vita di spogliatoio non mancano mai. Per poi passare all’impegno costante negli allenamenti, dove devi essere sempre presente, puntuale e dare sempre il meglio di te. E chiaramente se la gara è lo specchio dell’allenamento, il Sabato devi farti trovare sempre pronto per affrontare al meglio tutto ciò che comporta una gara ufficiale: diffondere la carica giusta a tutti e aiutare chi può essere in difficoltà. Praticamente dovrebbe essere un secondo allenatore in campo.
Piaceri e Doveri
Non nascondo che per quanto mi riguarda ho sempre avuto un buon rapporto col presidente e i dirigenti delle società in cui ho giocato. Soprattutto a Conversano mi hanno sempre tenuto presente e in considerazione quando si sono presentate determinate situazioni o quando si è trattato di fare scelte importanti, tra le quali quella di scegliere un giocatore o fare a meno di un altro e chiedendomi spesso consigli su parecchie cose.
Momenti critici
Di momenti critici ne ho passati sicuramente tanti, ma da Capitano devi sempre dare la carica giusta a tutti i tuoi compagni di squadra e perché no anche tranquillizzare la società. Sono convinto che stando tutti uniti si riescono a superare tutti i momenti e le situazioni difficili. E sono convinto che un Capitano deve sempre fare da collante fra i compagni di squadra e l’allenatore se ci sono disguidi, e lo stesso fra squadra e società o società e allenatore. Io sono sempre stato del parere che la comunicazione in questi casi è fondamentale e più che influenzare le decisioni di qualcuno ho sempre e solo cercato di consigliare, senza andare contro nessuno ma cercare di risolvere il tutto con diplomazia.
Gioie e Dolori
La gioia più grande è stata sicuramente la promozione dalla C alla B con gli Azzurri Conversano. Dispiaceri devo dire che non ne ho avuti per niente. Sicuramente qualche sconfitta è stata dura da digerire, ma fa parte del gioco e ho talmente tanta passione per questo sport che per me ogni qual volta metto piede in campo è sempre un piacere.
Rimpianti
Assolutamente No, nessun Rimpianto!
Futsal: Passato, Presente e Futuro
Senza dubbio il Calcio a 5 ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni e a mio avviso è merito di tutti quelli che hanno creduto in questo sport. A partire dai presidenti, dirigenti a finire a tutti gli addetti ai lavori delle varie società che ormai sono tantissime! E devo dare atto anche che la Divisione Calcio a 5 si è ben impegnata in questi anni per garantire lo sviluppo di questo sport, dandogli un ottima visibilità e pubblicizzandolo non poco. È anche vero che a mio parere ci sono vari problemi ancora da risolvere che non starei qui ad elencare, ma credo che si stia lavorando nella giusta direzione in collaborazione con la Divisione per risolverli. E credo anche che più si andrà avanti e più il movimento crescerà in meglio.
Vita da Mister?
Per quanto mi riguarda ho già preso il patentino 4 anni fa e ho già avuto la fortuna di allenare e giocare contemporaneamente l’ultimo anno con gli Azzurri Conversano. E attualmente, da Dicembre, alleno l’Aiace Conversano.
Consigli Utili
A tutti coloro che scelgono o sceglieranno di avvicinarsi a questo sport, consiglio di crederci fino in fondo e di metterci tanto cuore e passione. Che tra l’altro sono le priorità per qualsiasi scelta di vita.
I 5 avversari più temuti
In 14 anni di Calcio a 5 di avversari forti ne ho incontrati tanti, di cui molti sono stati anche miei compagni di squadra e sarà difficile sceglierne solo cinque, comunque dico questi:
1) STIGLIANO
2) MORRONE
3) PABLO RITACCO
4) EDU (ex Us Polignano)
5) DIEGO (ex Bisceglie)
Best5
Sarò pure di parte ma sceglierei l’attuale rosa dell’Aiace Conversano
DOMENICO LODISPOTO
Salinis Margherita
Curriculum
Ho conosciuto il “vero” mondo del Futsal andando a vedere le partite del Bisceglie C5, e me ne sono subito innamorato. Sai dalle nostre parti questo sport è sempre stato visto come uno sport estivo, amatoriale, fatto per coloro i quali avevano fallito nel calcio. Io non ho mai giocato a Calcio, poi nel 2005 nella mia città, Margherita di Savoia, è nata l’A.s.d. Salinis e dal primo giorno sono entrato a far parte di questa bellissima realtà. Il Futsal è completamente diverso dal calcio, basti pensare che l’unica somiglianza è che si gioca con i piedi, poiché anche il pallone è diverso! E' uno sport pieno di sfaccettature: ti fa sentire più responsabile e secondo me, ti insegna anche valori più sani del calcio, come ad esempio il sacrificio per gli allenamenti o il rispetto per gli avversari.
Vita da Capitano
Ho fatto il Capitano dalla prima giornata del Campionato di Serie C2, era il 2005. E' stata una bella emozione per tanti motivi, primo fra tutti il fatto di poter essere il rappresentante fuori e dentro dal rettangolo di gioco della squadra della mia città. Non avendo mai indossato quella fascia ho cercato dal primo momento di aver un ottimo rapporto con tutti, diventando il collante tra la società e la squadra: non ho avuto alcuna paura perché la nostra era una realtà giovane dove per crescere devi commettere necessariamente degli errori. Certo essere capitano ti pone sempre in una posizione di maggiore responsabilità rispetto ai tuoi compagni di squadra, i quali ti vedono un po’ come esempio da seguire dentro e soprattutto fuori dal campo.
Piaceri e Doveri
In una società che si rispetti il capitano ha alcuni obblighi da cui non può prescindere. Uno su tutti è quello di proteggere la propria squadra all’esterno, anche se si è sicuri che si sta facendo un errore. Al contrario però ha il dovere, all’interno dello spogliatoio e durante la settimana, di spronare, incoraggiare ed allo stesso tempo bacchettare i suoi compagni di squadra! Ma con l’unico obiettivo di raggiungere il massimo da parte di tutti. Il rapporto con la società va vissuto in totale tranquillità. Certo non ho mai giocato a livelli altissimi, però credo che dalla serie A alla serie C2 gli uomini e i loro atteggiamenti siano sempre gli stessi: se sei uno che non vuole perdere, lo sei anche a giocare a scopa!
Momenti critici
Scendendo nei particolari, ho imparato da alcuni miei mister che la settimana è lo specchio del sabato: allenarsi, sacrificarsi e dare il massimo durante gli allenamenti, ti dà la certezza che il sabato, si vinca o si perda, chiunque ha dato il massimo! In sei anni me ne sono successe di tutti i tipi e non ti nascondo che a volte, con qualche mio compagno di squadra, sono arrivato quasi alle mani per difendere quei principi che ogni sportivo dovrebbe portare con sé! Ecco, fare il Capitano di una squadra ti porta ad avere delle reazioni, a volte esagerate, ma che nascono dalla voglia altrettanto esagerata di vedere il tuo gruppo dare sempre il massimo, anche nella semplice corsa di riscaldamento!
Gioie e Dolori
In questi anni sono stati molti i dispiaceri, ma altrettante le gioie. Partendo dai primi, sicuramente il più grande è stato quando la mia squadra ha perso la sua prima semifinale play-off contro il Nettuno Bisceglie. Eravamo un gruppo fantastico e meritavamo di salire in C1. Venivamo da tredici vittorie consecutive: ma prima la formula era su gara unica e giocammo a Bisceglie. Di gioie né ho più di una da raccontare. Una su tutte la strepitosa stagione che ci ha portato a vincere il campionato della C2 lo scorso anno. Siamo stati in testa dalla prima giornata. Senza dimenticare poi, la vittoria della Coppa Puglia contro il Martina vinta ai rigori. Per me è stata davvero speciale, visto che ebbi l’onore di tirare il rigore decisivo. Tutte emozioni vissute con la fascia al braccio.
Rimpianti
La possibilità di poter indossare la fascia lo ha avuto dal mio primo mister Fiotta Michele, al quale devo un ringraziamento speciale per tutto quello che mi ha insegnato in tre anni: sia dentro che fuori dallo spogliatoio. Certo la possibilità di fare il capitano mi è stata data non perché fossi il più bravo, anzi perché forse ero un po’ da stimolo per quelli più bravi di me. Se penso a questi anni rifarei tutte le scelte che ho fatto, senza alcun rimpianto.
Futsal: Passato, Presente e Futuro
A proposito di questo argomento, devo dirti che sono sempre molto critico perché credo che il punto di partenza sia l’istituzione di una federazione prettamente per il FUTSAL, lontana da quella presente e con l’ingresso di gente esperta del Futsal. Non si può chiamare in Federazione a Bari e sentirsi dire: “Chi sei? Il Futsal? Ah quelli del calcetto?”. Eppure penso che ogni associazione sportiva che faccia questo sport, proporzionata alla sua categoria, compia degli sforzi non indifferenti per andare avanti, trovando centinaia di difficoltà. A mio parere, in questi anni grazie a città come Bisceglie, Putignano, Foggia e Conversano, il Futsal in Puglia sta prendendo piede e viene visto sotto altri aspetti fino a prima sconosciuti. Per dare una spinta decisiva credo servirà molta più visibilità al nostro sport. E' vero che è abbastanza giovane come disciplina rispetto ad altri, ma è pur vero che ormai avvicina giorno dopo giorno sempre più gente, stanca delle noiose partite di calcio e pronta a divertirsi con il Futsal.
Vita da Mister?
Proprio quest’anno, dopo aver disputato le prime quattro gare, a causa di un infortunio ho dovuto fermarmi perché non riuscivo a dare quello che volevo e così, d’accordo la società, ho assunto il ruolo di secondo in panchina con mister Delvecchio. Ora penso solo a finire il campionato con la Salinis. Questa estate si vedrà, anche se penso che l’amore verso questo sport mi porterà a continuare, non più in campo, ma tentando un’avventura nei panni di mister.
Consigli Utili
Un consiglio ai giovani che hanno intrapreso la strada del Futsal, è questo: se vogliono capire cosa significa dignità, passione, gruppo e soprattutto sacrificio, allora hanno scelto lo sport giusto!
I 5 avversari più temuti
1) GIANNINO (Anche se ha giocato per 4 anni con me, è il portiere più forte che ho visto tra C1 e C2)
2) CERVELLO
3) DIOMEDE
4) VACCARIELLO
5) VALENTE
Best5
I 5 che vorrei allenare:
1) GIANNINO
2) CALAMITA
3) DISTASO
4) FRONTINO
5) DINUZZI
MINA D’IPPOLITO
Real Statte
Curriculum
La mia avventura calcistica è cominciata per strada, come tutti penso. Poi è proseguita sui campi dove ho raccolto la risposta più importante: il Calcio è la mia vita! Ed infine ho scoperto che sono pure fortunata, grazie a madre natura che mi ha fornito un talento naturale! Al Futsal mi sono avvicinata nei primi anni '90. Era il boom di questa nuova disciplina e la tentazione di provare era forte. Un buon progetto del Real Statte mi ha convinto a provare. Oggi, posso dire, con grandissimi risultati. Cosa rende eccezionale il Futsal? La spettacolarità, la velocità di esecuzione, l'esaltazione del gesto tecnico. Rispetto al Calcio, il Futsal se eseguito ai massimi livelli, può offrire un target di qualità di gioco e di raffinatezza nel gesto tecnico molto più importante. Inoltre vedo nel Futsal brillare l'intelligenza del giocatore. Questo nel Calcio avviene solo in certi elementi di spicco. In più rispetto al Calcio, offre risultati immediati: di gara, di competizione, di campionato e di futuro. E' un sport in evoluzione massima. Siamo anche alle porte della Nazionale...
Vita da Capitano
La mia prima fascia da Capitano l'ho indossata ad appena 15 anni. Era il 1998 e giocavo con lo Statte, la squadra della mia città. Ero felicissima. Sapevo che stava cambiando qualcosa da subito nella mia carriera sportiva. Compresi che il mio ruolo sarebbe stato doppio, nel bene e nel male. Ma ero pronta ed orgogliosa di questa responsabilità. Si, di responsabilità ce ne sono tante: tecniche, umane e relazionali. Il Capitano è il giocatore in più in tutti i contesti sportivi. Non è facile. Paure? Nessuna. Nessun timore. Solo un grande senso di responsabilità. Qualche notte insonne, devo ammetterlo, c'è stata. Ma terminava sempre con la decisione giusta. Essere Capitano significa giocare sempre al massimo, dare l'esempio in campo, guidare il mio gruppo verso le vittorie e sostenerlo nelle sconfitte. Significa conoscere l'ebrezza di alzare una Coppa, ma anche saper guardare negli occhi il mio compagno che piange per una sconfitta immeritata. Significa non abbassare mai la guardia. E non mollare mai!
Piaceri e Doveri
E' vero, ci sono corsie "diverse" per un Capitano: ma non direi preferenziali. I piaceri? Quello di alzare i trofei, soprattutto per i miei compagni. E sapere che le mie parole sono determinanti nei momenti determinanti. I doveri maggiori per me non esistono. Ho trasformato anche quelli in piaceri! Se li giudicassi doveri sarebbero pesanti da sostenere, invece la mia fascia è leggera: sempre! Le aspettative? Sempre altissime, ovviamente. D'altronde sono il Capitano. Certo che riesco a soddisfarle. Se mi fossi accorta di non farcela, avrei lasciato la fascia a chi di dovere...
Momenti critici
Se la squadra non sta rendendo mi domando cosa succede e analizzo prima me stessa. Se un calcettista sta snobbando allenamenti ed impegni di squadra gli consiglio di osservare il suo andamento sportivo nei confronti del rispetto della squadra. Ma non applico regole. Non sta a me fare questo. Anche il mister può sbagliare, non è sempre onnipotente. Cerco di parlare con lui. Sono il Capitano anche per il mister. In tutti questi momenti critici la mia fascia ha lo stesso peso rispetto ai momenti positivi: non cambia nulla! Sono il Capitano di sempre, non solo di certi momenti. Un capitano non deve influenzare, piuttosto suggerire. Io non vado contro nessuno. Remo con tutti, verso i traguardi più ambiti. Solo così si vince.
Gioie e Dolori
La mia più grande gioia l'ho provata, sempre da Capitano, nel 2005 a Vasto in occasione del mio primo Scudetto! Il più grande dispiacere nel Giugno 2010, uscendo sconfitta per solo 1-0 contro l'Isef nella Finale Scudetto!
Rimpianti
Nessun rimpianto. Sono consapevole di essere stata una giocatrice importante e forte. Ma allo stesso tempo sono stata fortunata ad avere compagne di squadre ugualmente importanti. Questo mi ha aiutato a crescere sempre di più. Rifarei tutto, ogni esperienza. Fare quello che ho fatto mi ha portato ad essere il Capitano più vincente d'Italia. Sarei folle a voler cambiare qualcosa. Forse una cosa ci sarebbe. Negli anni '90 rifiutai un'importante proposta di una squadra di Calcio del Nord Italia. Chissà come sarebbe stata la mia carriera nel Calcio a 11!
Futsal: Passato, Presente e Futuro
Il Futsal si è evoluto tantissimo, sotto tutti i punti di vista: tecnico, organizzativo e federale. Una logica evoluzione sportiva. Non ho visto nessun peggioramento, anzi. I problemi sono quelli di una continua esigenza di crescita. Bisogna lavorare ancora tanto per raggiungere gli standard europei. Vedo un futuro comunque molto roseo. Stiamo andando nella direzione giusta finalmente: Campionato Italiano alle porte, e Nazionale Femminile!
Vita da Mister?
Ho già preso il patentino regionale. Alleno da due stagioni la Rappresentativa Pugliese di Calcioa5 Femminile, quindi questo è già il mio futuro...
Consigli Utili
Io considero il Calcio a 5 come una disciplina a se. Nulla a che vedere con il Calcio. Quindi consiglierei di farlo a chi lo ama e lo preferisce ad altri Sport. Non esisto paragoni. Il monito ai giovani? Essere atleti innanzitutto. Questo è alle base di ogni sport, e quindi anche del Calcioa5.
I 5 avversari più temuti
1) PAOLA PIERUCCI
2) GIMENA BLANCO
3) LINA DE VITA
4) ARLENA LA ROSA
5) POMPOSELLI ARIANNA
Best5
1) VALENTINA MARGARITO
2) GIMENA BLANCO
3) MELISSA CARY
4) SUSY NICOLETTI
5) POMPOSELLI ARIANNA
I Numeri Precedenti - 2010
1) Mercoledì 3 Novembre. “Vita da Sudamericano". Clicca Qui.
2) Mercoledì 10 Novembre. “Vita da Dirigente". Clicca Qui.
4) Mercoledì 24 Novembre. "Vita da Addetto Stampa". Clicca Qui.
5) Mercoledì 1 Dicembre. "Vita da Under". Clicca Qui.
6) Mercoledì 8 Dicembre. "Vita da Mister". Clicca Qui.
7) Mercoledì 15 Dicembre. "Vita da Numeri 1". Clicca Qui.
8) Mercoledì 22 Dicembre. "Vita da Bomber". Clicca Qui.
I Numeri Precedenti - 2011
9) Mercoledì 12 Gennaio. "Vita da Presidente". Clicca Qui.
GENNAIO & FEBBRAIO
Nei Prossimi Numeri…
11. Mercoledì 26 Gennaio. “Vita da Sudamericano".
12. Mercoledì 2 Febbraio. “Vita da Dirigente".
13. Mercoledì 9 Febbraio. “Vita da Ultras".
14. Mercoledì 16 Febbraio. “Vita da Addetto Stampa".
15. Mercoledì 23 Febbraio. “Vita da Under".
La prima fase della Rubrica termina con il numero 10 - Vita da Capitano. Da Mercoledì 26 Gennaio si ricomincerà con il numero 11 - Vita da Sudamericano...
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