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Asd Noci, una strana settimana

Senza dubbi è stata una settimana particolare. Orribile per certi versi. Interessante e di speranza per altri. Due partite. Importanti e decisive. La prima è anche difficile da commentare: un 6-1 casalingo inaspettato contro una squadra che è penultima in classifica. Certo, due autogol, tre gol subiti con il quinto giocatore di movimento, ma è stata una prova ingiustificabile, da cancellare subito dalla mente. Così hanno fatto i ragazzi biancoverdi e martedì hanno ospitato l’Atletico Fasano per il ritorno dei quarti di finale di Coppa Italia. Da recuperare due reti e segnarne un’altra per accedere alle semifinali. Ottima gara quella nocese, una delle migliori della stagione. Passato in vantaggio nel primo tempo con il rientrante Marinuzzi e rimesso in discussione il discorso qualificazione a sette minuti dal termine con una puntata di capitan Quiete, la gara si è decisa ai calci di rigore, dopo che nei supplementari il Noci aveva sprecato alcune ghiotte occasioni. Dal dischetto il Fasano è stato il più preciso, mentre l’Asd Noci ha sbagliato con Mastellone (fuori alla sinistra del portiere) e Di Giuseppe (parata di Stasi). Al di là dell’eliminazione, resta la pronta risposta della squadra dopo la debacle casalinga contro il Brindisi: nessun gol subito, prima volta in stagione, un buon gioco, con l’unica recriminazione di aver sbagliato un po’ troppo sotto porta. Chiusa la parentesi di Coppa, unico obiettivo rimane il campionato. Un campionato da riaddrizzare al più presto: il tredicesimo posto non rispecchia le potenzialità e la forza di questa squadra, che manca di continuità. Nonostante tutto, la zona playoff dista soli sei punti ed il campionato è ancora lungo. Prossima gara la difficile trasferta a Sammichele, contro la locale squadra quarta in classifica a 21 punti e reduce, anch’essa, da un 6-1 subito dall’ Effe.Gi. capolista. Sicuro assente Vito Taccogna, squalificato per due giornate. Nessun indisponibile tra gli uomini di Michele D’Onghia. È giunto il momento di riprendere la giusta marcia.
Sergio Palazzi









