Allarme Futsal: Riflessioni

Mercoledý, 21 Luglio 2010
”LASCIO, ANZI RADDOPPIO, HO DECISO CHE LASCIO, CI HO RIPENSATO” – IN UNO DEI MOMENTI PIU’ DIFFICILI DELLA DISCIPLINA NON SAREBBE MALE RECUPERARE UN PO’ DI SERIETA’!



Il momento che vive la nostra disciplina è certamente uno dei più seri e drammatici nella giovane storia del calcio a 5 italiano.

Uno di quei momenti in cui, al venire a galla clamoroso dei guasti che più di uno andava denunciando da anni, occorrerebbe fermezza e serenità nell’analisi prima e nell’individuazione delle ricette poi.

Uno di quei momenti, insomma, in cui di tutto c’è necessità fuorché delle sortite folcloristiche di qualche “recente acquisto” della disciplina.

Se tutti, come ci ostiniamo a credere, hanno compreso quali siano i problemi gravi e profondi del nostro futsal, che senso ha straparlare o affidare i propri deliri ai social network (o a portali compiacenti) per accrescere ulteriormente il clima di panico ed insicurezza che attanaglia la disciplina?

La risposta a questa domanda non arriverà, ne siamo sicuri, ma intanto chi ha più sale in zucca deve sforzarsi come sempre di adoperarlo e provare a mettere quei paletti che oggi, non più tardi, dovranno tracciare la strada maestra per risalire la china e preparare giorni migliori per lo sport che tanto amiamo, a partire dalla scelta convinta di restituire spazio e palcoscenico ai giocatori nati nel nostro Paese.

Adesso tutti aspettano l’esito dell’analisi approfondita delle domande di iscrizione ai campionati da parte della Covisod, come se questo, di per sé, possa restituire stabilità e credibilità al nostro futsal. E’ un primo passo, l’hanno sottolineato in tanti, ma guai a vedere in questo organismo la soluzione del problema!

La Covisod è soltanto uno strumento, le redini dell’iniziativa debbono stare come sempre nelle mani delle Società e poi della Divisione, già a partire dalle non facili scelte in materia di definizione degli organici per i prossimi campionati.

Se davvero si libererà un posto in A1 questo verrà certamente occupato, ma sta in serie A2 l’epicentro del sisma che ha investito la partita delle iscrizioni per la prossima stagione.

Che siano 24 o 25 le squadre ammesse (e solo per effetto delle domande di ripescaggio, altrimenti dovremmo addirittura ipotizzare il venir meno della possibilità di articolare la categoria in due gironi) adesso occorre decidere come distribuirle, evitando in primis la tentazione di “convincere” ulteriori formazioni di serie B a chiedere il ripescaggio in extremis (una strada che non funziona, che porta ad iscriversi in A2 Società e squadre assolutamente inadeguate al salto di categoria e candidate inevitabili ad una rapida retrocessione).

Si abbia il coraggio di optare per una serie A2 ridotta, con l’auspicio di riuscire a rivederla a pieni ranghi nella stagione successiva.

Ma alchimie di calendari a parte, si aprano completamente gli occhi sulle ferite vere della nostra disciplina, a nessuno di noi piacerebbe che divenissero incurabili!


Mimmo Lacquaniti
fonte: www.domenicolacquaniti.it
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