Intervista a Mimmo Di Cosmo

Mercoledý, 3 Ottobre 2012

Essere un allenatore vincente e restare fermo ai box è un controsenso teorico e pratico. Pratico perché purtroppo per lui questo concetto teorico ha rispondenze tangibili nella concretezza. Si tratta di Mimmo Dicosmo allenatore barese che è riuscito a portare lo Sporting Modugno fino alla serie B, senza dimenticare che ha centrato due stagioni fa la storica qualificazione ai playoff nazionali per approdare in A2. Una avventura splendida che si è interrotta solo sul difficilissimo campo di Messima. Una storia da libro cuore, gli episodi da raccontare sarebbero tanti, vedi la vittoria nella finale playoff di serie C1 con il Real Molfetta avendo recuperato uno svantaggio di due gol e poi vinto ai rigori con Sibilla che ne para tre e manda i biancazzurri in cadetteria. Ma pare che tutto questo per Dicosmo non sia bastato. E’ costretto a guardare squadre e colleghi all ’opera senza poter offrire la propria indiscussa professionalità. E’ proprio lui a spiegare le motivazioni di questa inattesa inattività: “ Devo dire senza alcuna presunzione che visto quanto di buono sono riuscito a fare in carriera non mi aspettavo di essere senza panchina. Sicuramente la recessione economica che ha investito il Paese e di rimando anche lo sport non gioca a mio favore. Inoltre si sta diffondendo anche nel futsal la moda che personalmente detesto degli allenatori che portano sponsor, il mio unico sponsor, credo il più importante e significativo è rappresentato dal campo e dal lavoro che quotidianamente svolgo per portare bel gioco e punti alle squadre che alleno. Anche se lo Sporting Modugno rappresenta solo una delle tante esperienze da tecnico che ho avuto mi sento di ringraziare pubblicamente il presidente Pino Germinario che ha voluto puntare su di me, abbiamo fatto assieme una splendida e vincente cavalcato fino quasi alla A2 e devo dire che anche la scorsa stagione senza i gravi problemi societari che abbiamo attraversato e se i ragazzi si fossero allenati costantemente fino alla fine avremmo raggiunto la salvezza senza problemi. Ora sono alla finestra, in attesa della chiamata giusta. Non ne faccio un problema di categoria. L’unica mia necessità è quella di sposare un progetto serio. Già da aprile scorso c’era stato un impegno formale da parte di un presidente che si era impegnato con una stretta di mano che per me vale di più di una firma su qualsiasi contratto a puntare su di me per questa stagione, ma francamente ancora oggi non riesco a spiegarmi come mai non mi abbia più chiamato. Il campo mi manca tanto e mi auguro di rientrare presto”.

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